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Gestione delle classi difficili: l’apporto che lo psicologo può offrire alla scuola

Dall’indagine effettuata dal GDL Nazionale di Psicologia Scolastica (2018) che ha coinvolto 440 docenti su tutto il territorio nazionale, è emerso che una delle maggiori difficoltà con cui gli insegnanti si confrontano nel lavoro quotidiano è la gestione delle classi “difficili”, segnalato dal 60,5% del campione. In questo articolo, pubblicato sulla rivista “State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche”, la Dott.ssa Maria Grazia Flore fa chiarezza sulle strategie che potrebbero essere utili ad un insegnante per gestire le classi difficili e il contributo che può offrire lo Psicologo Scolastico alla scuola che si trova ad affrontare queste problematiche, mettendo in luce gli interventi che si sono rivelati più utili.

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I disturbi specifici dell’apprendimento: il coinvolgimento della scuola e della famiglia nel processo diagnostico

Superando la visione del processo diagnostico come “espressione di un giudizio personale sul bambino” possiamo, in maniera collaborativa, arricchire questo processo che è ricerca ed al contempo collaborazione tra clinici, famiglie ed insegnanti. In questo articolo, pubblicato dalla testata “State of Mind. Il giornale delle Scienze Psicologiche”, la Dott.ssa Francesca Rendine, ci spiega il valore e l’importanza del coinvolgimento della scuola e della famiglia  nel processo diagnostico dei DSA.

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Gruppo classe: elementi e dinamiche nel contesto scolastico

La scuola è un sistema complesso composto, a sua volta, da vari gruppi di media e piccola entità. Gruppi che cooperano, lavorano ed interagiscono costruendo un contesto di sviluppo non solo per l’apprendimento ma anche di vita. In questo articolo, condiviso anche dalla testata OggiScuola.com , la Dott.ssa Simona Fabro ci spiega quali sono le “dinamiche” dei gruppi appartenenti al mondo scuola.

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L’importanza di arrabbiarsi: troviamo il modo più appropriato per farlo

La rabbia è una delle emozioni primarie, spesso arriva all’attenzione di famiglie e insegnanti in maniera distorta e con annotazione negativa, questo irrimediabilmente etichetta il/la bambino/a.
In questo articolo, condiviso anche dalla testata OggiScuola.com, le Dott.sse Katia Querin e Elisa Vogliotti spiegano le diverse strategie di regolazione delle emozioni.

Emozioni

Lo psicologo a scuola: come viene percepito dai docenti?

La ricerca condotta dal GdL di Psicologia Scolastica sulla percezione dello Psicologo a Scuola ha coinvolto 440 docenti provenienti da tutta Italia ed operanti in asilo nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado.
Nell’articolo pubblicato sulla rivista State of mind e consultabile qui abbiamo chiarito i risultati della nostra indagine. Innanzitutto è chiaro che la scuola avverta il bisogno della presenza dello psicologo. Non solo in un’ottica di prevenzione ma anche e soprattutto come risorsa necessaria alla realizzazione del benessere scolastico, per rispondere alle complesse problematiche del sistema scolastico odierno e di supportare in tal senso non solo gli alunni, ma anche le famiglie e gli stessi docenti.

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Lo psicologo a scuola: il punto di vista dei docenti

Conoscere le esigenze reali di chi opera all’interno della scuola rende oggi necessario riconoscere e dunque valorizzare l’impegno lavorativo dei docenti e le responsabilità, che oggi il ruolo professionale richiede. L’articolo, pubblicato su Orizzontescuola.it e consultabile qui, è un chiaro invito, sulla base dei dati raccolti, ad accogliere e a dare voce alle fatiche emotive, fisiche e relazionali che quotidianamente i docenti si trovano a vivere. L’importanza dei dati ci spinge a valorizzare la scuola, in quanto prima agenzia educativa che la rende una delle dimensioni di vita più significative in termini di formazione ma soprattutto di crescita individuale.

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