“Io voglio l’applauso!”. L’importanza della percezione del senso di autoefficacia in bambini e ragazzi con disabilità

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Seconda media.

Fine maggio, periodo di verifiche.

Come parte della valutazione finale di italiano la professoressa chiede ai suoi studenti di scegliere a piacere una tra le poesie dei vari autori studiati nel corso dell’anno scolastico e di recitarla in classe davanti a tutti. Marco, un ragazzino con significative difficoltà cognitive che segue un Programma Educativo Individualizzato (P.E.I.), viene esonerato dallo studio della poesia poiché per lui viene predisposta una prova alternativa.

Arrivato il giorno della verifica la professoressa, notando il nervosismo che la prova genera in classe, invita i propri studenti a sostenersi a vicenda, motivo per cui i ragazzi iniziano ad applaudire ogni compagno che si appresta a recitare la poesia.  Marco dopo un pò si avvicina e mi chiede a bassa voce se può recitare anche lui una poesia e quando gli faccio notare che non c’è bisogno perché lui è già stato valutato, lui risponde “c’è bisogno, perché anche io voglio l’applauso”.

Nel corso della mia esperienza lavorativa ho incontrato spesso ragazzi che come Marco, anche se con parole differenti, abbiano esplicitato la stessa necessità di ottenere un riconoscimento. Mi è capitato, infatti, di vedere frequentemente bambini rifiutarsi di svolgere un compito perché le loro prove non erano uguali a quelle dei compagni o ragazzi mettersi in fila per far controllare il loro lavoro alla maestra nonostante avessero già avuto l’approvazione della docente di sostegno.

Ma perché questo accade?

E che cos’è questa necessità di “applausi” a cui si fa riferimento?

Ciò di cui parla Marco altro non è che l’espressione di un bisogno importantissimo, quello di sentirsi efficaci.  L’autoefficacia percepita (Bandura,1997) si riferisce, infatti, alla percezione di sentirsi abile nello svolgere un determinato compito e costituisce un aspetto fondamentale della personalità di ogni individuo in quanto strettamente connesso al concetto di autostima.

Sul perché questo accada in base alla mia personale esperienza credo che il problema sia che troppo frequentemente si pensi solo all’aspetto didattico dell’apprendimento trascurando quello emotivo. Spesso si pensa che per aiutare ragazzi con determinate difficoltà sia sufficiente pensare per loro una didattica personalizzata (cosa assolutamente necessaria e nel loro diritto), ma che ne è della percezione che questi ragazzi hanno di se stessi e delle loro competenze? Quanto la scuola si prende cura di questo aspetto? 

Credo che oggi più che mai sia necessario da parte della scuola fare uno sforzo in più per farsi carico anche di questo aspetto e restituire ai ragazzi questo pezzo mancante; soprattutto per mandare un messaggio a tutti i bambini e i ragazzi come Marco e dire loro semplicemente “io ti vedo! Percepisco il tuo sforzo e riconosco le tue capacità”.

 

Dott.ssa Mariagiovanna Salvino

GDL Nazionale di psicologia scolastica

 

Bibliografia

Bandura A., Autoefficacia: teoria e applicazioni (1997, ed. it. 2000b) , Erickson Ed.

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